fino al 20 gennaio
Manuela Mandracchia
Alvia Reale
Sandra Toffolatti
Mariàngeles Torres
Roma ore 11
di Elio Petri
regia Mitipretese
produzione Teatro Eliseo
in collaborazione con Artisti Riuniti, ETI, Mitipretese
Dal 14 dicembre ritorna a Roma, al Piccolo Eliseo Patroni Griffi, lo spettacolo Roma ore 11 di Elio Petri. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Eliseo in collaborazione con Artisti Riuniti, ETI e Mitipretese, e interpretato da Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti eMariàngeles Torres, nasce dalla volontà delle attrici protagoniste di mettere in scena (sono sempre loro dietro al nome Mitipretese)il lavoro di Petri, cruda indagine di cronaca tra le pieghe della condizione femminile.
“Signorina giovane intelligente volenterosissima attiva conoscenza dattilografia miti pretese per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia 31, interno 5, lunedì ore 10-11”. Questo trafiletto apparve alla pagina degli annunci economici de “Il Messaggero”, domenica 14 gennaio 1951. Lo stesso giornale, quarantotto ore dopo, pubblicava in prima pagina: “Una terribile disgrazia è accaduta ieri mattina nell’interno di un villino di via Savoia, dove settantasette giovani donne sono rimaste ferite in modo più o meno grave ed una è deceduta per l’improvviso crollo dell’intera scala dello stabile.
Così inizia il libro ricavato dall’inchiesta che Elio Petri, allora giovanissimo giornalista alle prime armi, condusse per conto del regista Giuseppe De Santis. Il fatto che duecento candidate si fossero presentate per un solo posto mal pagato era “un dito puntato sulla piaga della disoccupazione”. Fu questo uno dei motivi che indusse De Santis e un gruppo di cineasti del neorealismo a fare un film sulla disgrazia di via Savoia. Petri condusse l’inchiesta in modo organico, capillare: ragazza per ragazza, rintracciò le loro storie, le loro famiglie, gli ambienti, registrò le espressioni dei volti, sondò i sogni e le attese, decifrò le idee di giustizia e ingiustizia, ricostruì l’immagine di quel mondo. Più di un’inchiesta l’indagine di Petri divenne una denuncia delle miserie, della disperazione, delle prepotenze sessuali subite dalle ragazze, cosa che costò al film il boicottaggio e la censura.
Pur non essendo un testo scritto per il teatro,Petri tratteggia dei personaggi vivi, concreti, pronti per essere recitati. Le giovani donne, le loro famiglie, i portieri dei palazzi e le varie umanità che incontra ci restituiscono una ricchezza e una diversità di psicologie, un linguaggio vivo e fiorito, per niente letterario e che non scade mai nell’oleografia. E nonostante parlino di miseria e di una guerra appena passata, la forza vitale di questi personaggi e la leggerezza con cui vengono raccontati, fanno sì che spesso ci si sorprenda a ridere insieme a loro. E’ un’Italia lontana e ingenua, che parla di come erano i nostri padri e le nostre madri, eppure sorprendentemente racconta anche l’Italia di oggi con le sue miserie, i suoi piccoli sogni, i suoi grandi problemi di lavoro.
IL PROGETTO
La spinta iniziale che ci ha fatte incontrare è stata la voglia condivisa di trovare un luogo e un tempo per “fare un teatro” che ci appartenesse di più.
Dopo anni di vita di tournèe abbiamo sentito l’esigenza di fermarci, di cercare uno spazio protetto dove poterci fare domande senza cercare subito risposte, dove poter stare in disequilibrio senza paura di cadere e dove poter cercare davvero, senza ansia di fare buone prestazioni.
Lo spazio ce l’ha prestato la signora Lidia. E’ un vecchio magazzino che sta al ghetto e fino allo scorso anno ospitava la falegnameria “Ditta Pavoncello”. E così abbiamo avuto una sala prove.
All’inizio abbiamo fatto i conti con il vuoto, con la banalità, con la paura e la pigrizia. Ci siamo trovate per la prima volta a fare una regia, ad avere la responsabilità di cosa portare in scena e di come farlo. E tutto questo insieme: quattro attrici che i confrontano, che si parlano, che litigano, con la volontà di fare davvero un lavoro in comune, senza un “capo”. Tutte cose non facili. E mentre cercavamo testi teatrali che parlassero di un femminile diverso dai soliti ruoli madre-amante-moglie ci siamo imbattute in “Roma ore11”. Appassionandoci a quel mondo e a quelle storie, quasi per scoprire cosa fosse successo nel frattempo. Come e quanto fossimo cambiati, ci è venuta la curiosità di tornare nei quartieri di Roma e di parlare con le ragazze che oggi hanno vent’anni: quali sono le loro aspettative sul lavoro, i loro sogni, le loro paure? Sorprendentemente le loro risposte non sono state così diverse e lontane da quelle delle ragazze di via Savoia. In quei giorni del ’51, tra l’altro, Roma era una città in stato d’assedio. Si aspettava l’arrivo di Eisenhower per cementare l’adesione italiana al Patto Atlantico che avrebbe significato l’ingresso in guerra contro la Corea.
Ci ricorda qualcosa?
Inoltre fondamentale è stato l’incontro con Giovanna, una delle “vere” ragazze di via Savoia, sono le sue parole che chiudono lo spettacolo. Con la sua generosa testimonianza e la sua straordinaria umanità ci ha permesso di entrare più profondamente in quel mondo restituendoci anche il senso ultimo e vivo del nostro lavoro.
“Roma ore11” vuole essere anche un omaggio a Elio Petri, grande regista del nostro cinema migliore, che pare essere già dimenticato.
Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres
PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
Via Nazionale, 183 −00184 Roma
tel. botteghino: 06 4882114 | 06 48872222
info@teatroeliseo.it www.teatroeliseo.it teatroeliseo.blogspot.it
ORARIO SPETTACOLI: Durata dello spettacolo: 90 Minuti
Martedì, giovedì, venerdì – ore 20,45
Sabato ore 16,30 e 20,45
Mercoledì e domenica – ore 17,00
Lunedì riposo
COSTO DEI BIGLIETTI:
poltronissima 22 euro – poltrona 16 euro
|