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La parata del drago a Roma


Una folla immensa in attesa del drago. Tra le 70-80 mila persone hanno assistito ieri pomeriggio a Roma alla “Parata del dragone” con la Shanxi Dragon Dance Troupe, direttamente dalla Cina, quarta manifestazione del ciclo “Grandiosità e Impero” organizzata dalla Fondazione Roma presieduta da Emmanuele F.M. Emanuele nell’ambito degli eventi collaterali alla mostra di Qian Long al Museo del Corso, esposizione in programma fino al 20 Marzo.
In occasione del Capodanno Cinese sin dalla mattina presto è stato allestito in P.zza del Popolo uno spazio per l'esibizione danzante del drago, che doveva avvenire a conclusione della parata in via del Corso.

 

La manifestazione è iniziata alle 15:00 e si è conclusa alle 18:20.
Si è partiti dal Museo del Corso, dove l'uscita del drago è stata ritardata/impedita di circa 20 minuti per la ressa intorno all'ingresso.
Il percorso del drago dal Museo a P.zza del Popolo è durato circa un'ora e tre quarti anzichè i 45 min. previsti per l'invasione di gente, fotografi, reporter lungo tutto il cammino percorso dai danzatori. Ingenti gli sforzi del servizio di sicurezza per permettere che il drago si muovesse e potesse svolgere la sua danza. Gli artisti dellaShanxi Dragon-Dance Troupe sono riusciti a creare, lungo la parata, alcune  performance che hanno galvanizzato il pubblico. Nel frattempo, a partire dalle 15:30 circa, P.zza del Popolo era  invasa di gente (sono stati distribuiti migliaia di palloncini colorati) in attesa del drago posizionata anche sulle terrazze e scalinate del Pincio.
Lo spettacolo danzante in Piazza è durato circa 1 ora con quattro performances di danza del drago che la Troupe faceva muovere e correre in evoluzioni spettacolari.
Sono state coinvolte anche 10 persone dal pubblico, alle quali è stata fatta provare l'ebbrezza di condurre la danza. L’evento si è concluso alle 18,20.
La quinta manifestazione del ciclo “Grandiosità e Impero” si terrà domani 12 febbraio alle 18 al Museo del Corso. Titolo: “Armonie d’occidente a Corte”, spettacolo musicale in onore di Teodorico Pedrini, grande musicista barocco alla corte del celeste impero. Ingresso libero fino a esaurimento posto.

 

Armonie d’Occidente a Corte
12 Febbraio, Museo del Corso, ore 18:00 Roma Musica Antiqua
Il 21 febbraio 2008 sarà presentato nelle sale di Museo del Corso dal gruppo “Musica Antiqua Roma” con la collaborazione di Lin-Pi Xu, esperto suonatore di Pi´pa (tradizionale strumento cinese), uno spettacolo musicale in onore di Teodorico Pedrini, grande musicista barocco alla corte del Celeste Impero.
Te Li-koè (così era conosciuto in Cina), dimenticato per secoli, è stato riscoperto nei primi mesi del 2005 in occasione della visita in Cina dell’allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, a cui furono donati alcuni spartiti di questo musicista italiano, vissuto alla corte dell’imperatore cinese per 35 anni. Le composizioni di Pedrini avvenivano su strumenti tradizionali cinesi: uno dei primi esempi di contaminazione culturale di cui si fregia oggi la musica contemporanea.

 
Teodorico Pedrini esportò in Cina uno dei primi organi che il Celeste Impero abbia conosciuto, e per decenni, tra alterne vicende, lo suonò almeno davanti a tre imperatori: Kangxi, Yongzheng e, per l’appunto, Qianlong. Musiche di Arcangelo Corelli, Teodorico Pedrini e di altri allievi di Arcangelo Corelli, nonché musiche cinesi dell’epoca, saranno eseguite su strumenti originali cortesemente prestati dal Maestro Claude Lebet.
Il gruppo Musica Antiqua Roma (Riccardo Minasi, violino; Marco Ceccato, violoncello; Giulia Nuti, clavicembalo), la cui formazione è variabile a seconda del repertorio eseguito, è costituito da giovani esecutori, sotto la direzione artistica e musicale di Riccardo Minasi. I singoli musicisti hanno riversato nell’ensemble romano la loro già ricca esperienza esecutiva individuale, frutto di continue e intense collaborazioni con i maggiori interpreti internazionali della musica barocca (tra cui Rinaldo Alessandrini, Jordi Savall, l’Accademia Bizantina, il Giardino Armonico). Attenti ai valori filologici che l’esecuzione di tale repertorio comporta, il gruppo utilizza esclusivamente strumenti originali con corde di budello, in una continua ricerca di modalità e di criteri interpretativi che restituiscano alla musica del Sei-Settecento la più corretta prassi esecutiva.
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