Per il centenario della nascita di Anna Magnani, Minimum Fax ristampa la biografia di Giancarlo Governi intitolata Nannarella, ripercorrendo tutta la vita dell'attrice. Il libro racconta la donna che, per oltre mezzo secolo, incarnò il personaggio più famoso del cinema italiano. Dalla popolana focosa di «Roma città aperta» a «Bellissima» di Luchino Visconti, a «Mamma Roma» di Pier Paolo Pasolini e tanti altri titoli passati alla storia.
La Magnani simbolo del dopoguerra e di un cinema del riscatto e della ricostruzione affascinò generazioni di spettatori in tutto il mondo. Fuori dagli schemi, impulsiva, umana, ironica, possessiva, disperata, gelosa, è una delle più grandi attrici di tutti i tempi, capace di comicità sfrenata e di profonda drammaticità. Questa biografia – già uscita nel 1981, ora riveduta e integrata da nuovi documenti e testimonianze – narra i suoi amori drammatici, esclusivi, travolgenti; i suoi dolori laceranti, le sue gioie sfrenate, le sue improvvise voglie di giocare e il suo drammatico disincanto.
Di lei, l'autore ricostruisce con accuratezza tutta la vicenda biografica. Il racconto si apre con l'immagine di una bambina che cammina per mano ad una vecchietta, a Roma nei pressi del Campidoglio, cantando «Reginella». Di quella bimba, Governi indaga le origini, descrive l'assenza della madre e del padre (che Anna non ha mai conosciuto), racconta l'infanzia con la nonna e le zie. Tutta l'esistenza dell'attrice viene narrata minuziosamente. Non soltanto la parte più nota, quella segnata dai grandi successi cinematografici e dai premi, ma anche i primi passi nel mondo del teatro sono evocati con ricchezza di particolari; fino a passare al lato umano meno conosciuto, quello di donna impetuosa, fragile e a tratti malinconica. Piena di aneddoti, di testimonianze, di analisi precise e documentate, la biografia di Giancarlo Governi regala al lettore un'immagine nitida e vivissima di Anna Magnani. Sembra quasi, scorrendo le pagine del libro, di sentire echeggiare la sua famosa risata, che spesso nasconde la parte più drammatica e disperata della stessa Magnani. A trentacinque anni dalla sua morte, il ricordo di Nannarella è vivissimo e la sua storia è più che mai attuale.