|
|
Il nuovo clima di apertura al dialogo |
|
|
Nel quarto governo Berlusconi ci sono ventuno ministri, quattro in meno del governo di Prodi, dodici di spesa e nove senza portafoglio. Sono quattro le donne responsabili di un dicastero e tredici le new entry. L’ascesa in campo del Cavaliere, ricordiamo, iniziò con il suo primo governo che fu in carica dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 1995, ovvero otto mesi e sette giorni. Ci riprova con il secondo governo che parte dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005, ovvero tre anni dieci mesi e dodici giorni; subentrando a se stesso per il terzo mandato, ad aprile 2005 fino a maggio 2006, ovvero un anno e ventiquattro giorni.
|
|
Nasce con la prospettiva di durare per tutti i cinque anni della legislatura il nuovo governo presieduto da Silvio Berlusconi, dopo la conquista da parte del Popolo della libertà (in cui era confluita Alleanza nazionale) e delle liste ad esso collegate della Lega e del Movimento per le autonomie. Passa alla opposizione il Partito democratico voluto da Walter Veltroni (al cui interno si colloca in posizione autonoma una pattuglia radicale) e Italia dei valori di Antonio Di Pietro, mentre restano senza rappresentanza parlamentare le formazioni di sinistra riunite nell’Arcobaleno guidato da Fausto Bertinotti e quelle di destra facenti capo a Francesco Storace. Nessuno degli altri candidati alla presidenza del consiglio con i rispettivi partiti (tra cui la componente socialista e quella centrista di Clemente Mastella) raggiunge la soglia minima per entrare in parlamento. Si salva soltanto la Unione di centro di Pierferdinando Casini, che pur avendo subito una contrazione di consensi e di seggi si colloca a metà tra i due schieramenti ed è significativamente presente tanto a Montecitorio quanto a palazzo Madama.
La tornata elettorale amministrativa, in prima battuta e poi nei ballottaggi, ha confermato la tendenza nazionale. A Roma, in particolare, Gianni Alemanno candidato dal Popolo della libertà è il nuovo sindaco, essendosi imposto sul candidato del Partito democratico Francesco Rutelli, mentre alla provincia si ha il risultato opposto e si afferma il candidato di sinistra Nicola Zingaretti che prevale su Alfredo Antoniozzi.
Si è dunque risolta nel giro di pochi mesi la crisi di governo innescata dalla sfiducia votata dal Senato nei confronti dell’ultimo governo presieduto da Romano Prodi, il quale ha conseguentemente rassegnato le dimissioni ma non si è più ricandidato al parlamento, distinguendosi così per una rinuncia piuttosto rara nella esperienza repubblicana. Ma, quello che più conta, le forze politiche di maggiore consistenza si dichiarano pronte a dialogare sui grandi temi e sulle riforme, la cui praticabilità può ottenersi solo se si perviene a soluzioni largamente condivise. Va ricordato che saggiamente i costituenti previdero che potesse procedersi a modifiche definitive della carta fondamentale solo se approvate dai due terzi dei parlamentari, altrimenti sarebbe rimasta aperta la possibilità del ricorso al referendum popolare. Il che è puntualmente avvenuto con la riforma approvata a stretta maggioranza dalle stesse forze che ora sono tornate al governo e che si rendono conto che non si può utilmente agire su questo terreno senza allargare la base dei consensi sulle singole proposte.
Le priorità su cui il governo appena costituito è chiamato a misurarsi sono quelle economiche e quelle dell’ordine pubblico. E poi c’è l’emergenza dei rifiuti in Campania, che deve essere rapidamente affrontata esuperata specie dopo l’intervento delle autorità europee che si è avuto su questo specifico problema. Gli argomenti sono tanti e fin dall’inizio di questa legislatura per tutti, maggioranza e opposizione, non manca certo il lavoro da compiere.
Lillo S. Bruccoleri
|
La sedicesima legislatura porta Silvio Berlusconi al suo quarto governo composto da 12 ministri con portafoglio e 9 senza: ecco la lista |
I MINISTRI DEL NUOVO GOVERNO |
- Ministri con portafoglio |
- Ministri senza portafoglio
|
 |
ESTERI
Franco Frattini
|
 |
RIFORME FEDERALISTICHE
Umberto Bossi
|
 |
INTERNO
Roberto Maroni
|
 |
SEMPLIFICAZIONE DELLE LEGGI
Roberto Calderoli
|
 |
GIUSTIZIA
Angelino Alfano
|
 |
ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA
Gianfranco Rotondi
|
 |
ECONOMIA
Giulio Tremonti
|
 |
POLITICHE COMUNITARIE
Andrea Ronchi
|
 |
DIFESA
Ignazio La Russa
|
 |
PARI OPPORTUNITÀ
Mara Carfagna
|
 |
SVILUPPO ECONOMICO
Claudio Scajola
|
 |
AFFARI REGIONALI
Raffaele Fitto
|
 |
PUBBLICA ISTRUZIONE
Maria Stella Gelmini
|
 |
POLITICHE GIOVANILI
Giorgia Meloni
|
 |
POLITICHE AGRICOLE
Luca Zaia
|
 |
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO
Elio Vito
|
 |
AMBIENTE
Stefania Prestigiacomo
|
 |
INNOVAZIONE
Renato Brunetta
|
 |
INFRASTRUTTURE
Altero Matteoli
|
|
|
 |
WELFARE
Maurizio Sacconi
|
Come ha detto l'On. Casini, questo è il governo più potente della storia della repubblica italiana, facciamo buon uso di questo potere.
Un augurio al nuovo governo con l'auspicio di portare l'Italia ad una nuova rinascita morale, culturale, economica, per il benessere di tutti i cittadini di questo paese. |
 |
BENI CULTURALI
Sandro Bondi
|
| |
|
|
Qui sotto i vostri commenti |
| |
|