Di videogiochi si parla ormai da molto tempo: inizialmente il problema era legato alla quantità di tempo che si poteva o no passare davanti ad uno schermo. Ora, invece, ciò che più preoccupa l'opinione pubblica sono i contenuti violenti e provocatori di alcuni giochi. Per aumentare le vendite e conquistare nuove fette di pubblico, i grandi colossi dei videogame sono ormai lanciati nell'impresa di tradurre in gioco gli aspetti più sordidi e biechi dell'animo umano. L'ultima novità in questo campo, Grand Theft Auto 4, è stata lanciata il 29 aprile: un videogioco definito dalle critiche un capolavoro brutale e di satira, che trova un equivalente nel mondo cinematografico in film come «Il Padrino». I personaggi del gioco si dilettano a sparare ai poliziotti e ad intrattenersi con prostitute per poi picchiarle e derubarle. A questi comportamenti illeciti e brutali si aggiunge la grande novità di quest'ultima versione: guidare ubriachi. Le file fuori dai negozi fanno presagire che questo gioco sia destinato a diventare il più grande prodotto di intrattenimento dell'anno, con grande orrore dell'opinione pubblica. Infatti una prolungata esposizione dei minori a contenuti non idonei alla loro età e alla loro capacità di apprendimento porta ad una conseguente e inevitabile emulazione di tali contenuti. Per cercare di ovviare al fenomeno si è mossa la commissione europea: il suo compito è segnalare a ogni paese membro dell'Ue i titoli dei videogiochi di natura violenta, ma la decisione di un eventuale ritiro è lasciata all'autonomia di ogni governo. I paesi più rigidi in questo campo sono Germania e Francia, che spesso vietano totalmente la circolazione di alcuni giochi che altrove vengono venduti normalmente. Ma vietarne la vendita, quando si ha la possibilità di scaricare da internet qualsiasi contenuto, non è assolutamente una garanzia: l'educazione e il controllo perché il minore non si esponga a determinate cose rimane solo stretta responsabilità del genitore..
Elisa Maglietta