Appello di Giuseppe Aquino per l’altra infanzia

L’altra infanzia di Giuseppe Aquino: appello all’azione concreta verso i bambini

Il regista e sceneggiatore Giuseppe Aquino si accinge a porre i ritocchi finali in sede di montaggio al suo originale docu/film, L’altra infanzia, per poi prendere le strade dei festival internazionali.

Ho avuto il privilegio di assistere da vicino ad alcuni momenti di lavorazione di questo film sul tema della povertà delle famiglie italiane – condizione estremamente dolorosa per il nostro paese – ma che va ben oltre, affrontando il profondo dissesto provocato da una diagnosi molto frequente fatta ai bambini dei medesimi nuclei familiari: ovvero, un’intolleranza al latte vaccino abbinata all’assenza di latte materno e quindi la necessità inderogabile di acquistare costosi prodotti sostitutivi.

Il film è tratto da una storia vera e la struttura del docu/film si appoggia sui dati relativi a povertà assoluta e povertà relativa in Italia, che il governo tramite l’ISTAT ha divulgato lo scorso 13 luglio.

I numeri relativi al 2016 registrano un trend tutt’altro che positivo:

Nel 2016 si stima che 1 milione 619mila famiglie (6,3 % delle famiglie residenti) siano in condizione di povertà assoluta in Italia, per un totale di 4 milioni e 742mila individui (7,9 % dell’intera popolazione con aumento fra i minori dal 10,9% al 12,5% (1 milione e 292mila nel 2016).

La povertà relativa tra le famiglie in condizioni “borderline,” ovvero con gravi difficoltà ad arrivare a fine mese, si ripartisce nel seguente modo:

Nel 2016, si stima siano 2 milioni 734mila le famiglie in condizione di povertà relativa (con una incidenza pari a 10,6% tra tutte le famiglie residenti), per un totale di 8 milioni 465mila individui (14% dell’intera popolazione). Di questi, 4 milioni 339mila sono donne (14%), 2 milioni e 297mila sono minori (22,3 %) e 1 milione e 98mila anziani (8,2%).”

Ho sentito fin da subito la necessità di chiedere ad Aquino stesso come sia nata l’idea per un progetto, estremamente nobile sul piano umano, ma anche innovativo sul piano “linguistico.”

Ecco di seguito la sua risposta:

Tutto è nato dopo un appuntamento di lavoro con il SINPSE – Sindacato Italiano Nazionale Specialisti Pediatri.

La Presidente di questo Sindacato, la Dott.ssa Daniela Sollecito, ormai mia amica, segue con attenzione la mia carriera registica da anni, e sa bene che dedico ai temi del sociale una parte importante del mio lavoro.

Mi ha chiesto un appuntamento, insieme al segretario del sindacato Dott. Paolo Livadiotti per propormi di realizzare un piccolo documentario che doveva servire a sensibilizzare i pediatri sul tema di alimentazione e malnutrizione, in occasione del loro imminente convegno di aggiornamento professionale.

Ho deciso di accettare, ma solo a patto di girare un vero e proprio film documentario che partisse da quest’argomento, per poi arrivare a parlare della povertà vera e le conseguenze che ne derivano.

Ho scritto prima una sceneggiatura e, poi, coinvolgendo la Caritas Italiana e alcuni attori di fama nazionale, tra cui Carlo Delle Piane ho incominciato quest’avventura.

Il regista/sceneggiatore si è dedicato quindi alla creazione di una struttura d’informazioni e ricerche ex novo su tutto l’argomento, trovando via via nuovi sostenitori del progetto.

Vi è stato il fondamentale supporto del SINSPE (Sindacato Italiano Nazionale Specialistico Pediatri) per la parte logistica e scientifica, con un coinvolgimento graduale di altre istituzioni umanitarie, quali la Caritas Italiana e Save the Children, e non ultima Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus che sta seguendo da molto vicino tutto il lavoro filmico.

Nella parte documentaristica, vi sono svariate testimonianze autorevoli da parte di neuropsichiatri infantili, nutrizionisti, pediatri e professori universitari operanti per lo più nella capitale: il Prof. Stefano Vicari, il Dr. Franco Feleppa, la Dr.ssa Antonella Ludovisi, il Dr. Marco Campari (consigliere delegato della Fondazione Don Gnocchi), e in seguito il Dr. Alberto Villani, il Prof. Renato Cutrera, la Dott.ssa Daniela Sollecito ed il Prof. Andrea Vania.

Aquino, sempre pronto a prendersi dei rischi nella sua sperimentazione artistica, ha voluto coinvolgere un attore non professionista, ovvero un pediatra nel ruolo di se stesso.

Riporto direttamente le sue parole a tal proposito:

È da questa idea che è derivata la straordinaria scoperta di un dramma, che non è a conoscenza del grande pubblico.

Dopo aver sottoposto la sceneggiatura al Dott. Paolo Livadiotti, medico pediatra scelto per interpretare la parte di se stesso in una scena chiave della parte fiction, egli mi ha poi confessato che, in seguito alla lettura del copione, la notte successiva non aveva dormito, perché aveva ‹‹rivisto›› la scena da un’altra prospettiva: aveva rivissuto una drammaticità ricorrente nel suo lavoro e che nel suo inconscio gli arreca dolore…

E da lì, egli ha ricevuto la spinta e l’energia e si è immediatamente attivato. Ha chiesto subito un appuntamento per il giorno dopo con il presidente della SIP (Società Italiana di Pediatria), il Dott. Alberto Villani, e gli ha proposto l’idea di presentare, a nome di tutti i pediatri italiani, una raccolta di firme per una proposta di legge Stato/Regione per la fornitura del latte a quelle famiglie con grave disagio economico dietro, ad esempio, la presentazione del certificato ISEE.

Ebbene, da quell’incontro si è aperto un tavolo di discussione tra il SINSPE e la SIP per meglio proporre questa iniziativa e l’argomento è allo stato attuale un ‹‹work in progress›› e, se tutto va bene, verrà sottoposto a breve alle istituzioni.

Non mi è mai capitato che un mio docu/film raggiungesse una missione cosi autorevole già in fase di lavorazione…Da sceneggiatore e da regista mi sono sentito felice.

Guardando in fase di montaggio alcuni segmenti del film, appare chiaro come Aquino sia stato in grado di costruire una narrativa coinvolgente intorno a numeri e dati, che altrimenti avrebbero rischiato di risultare materia fredda e “inerte.”

La trama di finzione segue con passione le traversie di una giovane famiglia romana, che vive uno stato di povertà relativa, ovvero mono-reddito basso. La notizia dell’intolleranza al lattosio della figlia di sei mesi provoca un profondo dissesto nelle già precarie finanze dei genitori.

Il film è impreziosito dalla partecipazione dell’attore Carlo Delle Piane, vero e proprio mostro sacro del cinema italiano, nel ruolo del nonno.

Su set innegabilmente traspariva la bravura e la chimica tra i due attori protagonisti, Eleonora Cilia e Barnaba Bonafaccia. Entrambi, oltre a condividere il talento performativo, sono accomunati dal fatto di essere cresciuti in provincia, per la precisione Eleonora a Palestrina e Barnaba a Rieti, e ancora di più dall’aver ricevuto una formazione d’eccezione.

La prima si è infatti diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica “Teatro Azione” di Roma – dalla quale è uscito, tra gli altri, un attore del calibro di Elio Germano – mentre Barnaba si è formato a diretto contatto, prima con il regista Giovanni Leuratti, presso la Scuola di teatro “Letreffe” di Rieti, poi a fianco di Duccio Camerini, artista molto attivo in televisione, ed, infine, raggiungendo il suo pieno potenziale grazie alla guida artistica di Giuseppe Aquino stesso.

Ruolo essenziale lo riveste anche la splendida colonna sonora in parte composta dal maestro Leandro Piccioni – noto compositore di musica da film e pianista di Ennio Morricone – a cui si aggiungono interventi sostanziali di Maurizio De Franchis, musicista/cantante/compositore  dalla lunghissima carriera nazionale, incluse tre performance sul palco di Sanremo, ed internazionale, inclusa una registrazione alla prestigiosa BBC Radio 1.

De Franchis è autore tra l’altro dell’omonima canzone “L’altra infanzia” che sottolinea, rinforzandolo, il climax del film.

Riporto di seguito le parole del compositore, a proposito della prolifica collaborazione artistica con il regista:

Considero l’incontro con Giuseppe Aquino il momento più luminoso e formativo della mia intera carriera artistica. Proprio grazie al messaggio del suo ultimo lavoro cinematografico ‹‹L’altra infanzia›› – dal quale emerge una zona oscura delle nostre coscienze riguardante una particolare sfera infantile da noi del tutto dimenticata – ho sentito il desiderio impellente di scrivere un brano che rimarcasse ciò che il grande regista è stato in grado di esporre attraverso un sapiente lavoro arricchito da una sensibilità in grado di scuotere gli animi come poche emozioni riescono a fare.”

In conclusione, sostengo a gran voce la nobile causa, di cui il docu-film L’altra infanzia si fa portatore, ovvero “promuovere la salute quando il bambino è sano. Difenderla quando è malato.”

E attendo impaziente altre occasioni di assistere alle fasi successive di questo fantastico film.

Valerio Viale

Nella foto di scena sul set dell’Altra infanzia: Eleonora Cilia

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