Burosauri in chat

La chat di gruppo è uno strumento di comunicazione molto utilizzato, addirittura in eccesso, essendo diventato un moderno ed eterogeneo agente di socializzazione che coinvolge tutte le età, sessi, provenienze geografiche e status economici. Il meccanismo è molto semplice: si riunisce su whatsapp un certo numero di persone e si sceglie il nome e l’immagine da dare al gruppo a seconda dell’interesse che accomuna i partecipanti.

L’argomento riguarda il tempo libero (sport, famiglia, religione, solidarietà, semplici comunicazioni tra amici eccetera) e a volte è di carattere ludico. In tal caso, quando i messaggi durante la giornata iniziano a diventare martellanti e incessanti come una fitta pioggia autunnale, i singoli partecipanti sono più liberi di abbandonare la chat di gruppo, a volte senza preavviso e a volte motivandone la scelta con l’adottare un’etichetta comportamentale più cortese.

Ma quando la chat di gruppo riguarda il lavoro? Ecco che la situazione può risultare un po’ più complessa. In genere gli amministratori sono i capi, i cosiddetti owners, che, anziché utilizzare classiche e-mail, coinvolgono nel gruppo virtuale della chat collaboratori e dipendenti per trasmettere loro un’informazione immediata e più facilmente recapitabile su vendite, meeting, report e via dicendo, spesso con ritmi tempestivi e a tutte le ore del giorno, persino in tarda serata: così ogni membro della chat potrà essere sempre «sul pezzo» h 24 senza mai staccare del tutto il pensiero dalla propria attività lavorativa. Questo è senz’altro un fattore stressogeno che non rilassa la mente e a lungo andare, in concomitanze con altre cause, potrebbe condurre addirittura alla sindrome da burn-out o esaurimento psicofisico inserito in un contesto lavorativo.

L’abbandono di un gruppo di lavoro è più difficoltoso di quello del free-time, perché il partecipante, suo malgrado, subisce a volte una sorta di costrizione ad esserci. Ma come fare a chiedere agli amministratori del gruppo e talora anche a membri particolarmente invadenti di limitare i messaggi scritti, le immagini, i video e i vocali, percepiti invece come un assillo continuo o un incubo stile Freddy Krueger in Nightmare? Elementi di disturbo di un’inflazione mediatica che si può moderare solo quando si ha una forte intelligenza emotiva e capacità di leadership. Ma non sempre è così, molte volte è come lasciare delle munizioni in mano a degli inesperti di armi da fuoco…

Mara Valsania

Nella foto: tiri al bersaglio

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