Deutsch unter alles

Ancora una volta viene messo in forse l’accordo tra l’Unione europea e la Grecia, nonostante questa fosse stata costretta ad accettare condizioni che si discostano molto poco da quelle antecedenti il referendum e non chiaramente in senso migliorativo. Eppure l’irrigidimento dei falchi continua a manifestarsi secondo criteri contabili che ignorano sempre i dati politici. Capofila degli intransigenti è quella stessa Germania che poco meno di cinque anni fa ha finito di pagare con forti sconti i debiti di guerra per due conflitti che sono costati milioni di morti e devastazioni nell’intero continente, a fronte dei quali impallidisce ogni rivendicazione per le dissipazioni economiche della Grecia. La ricordiamo pensando a Socrate, Aristotele, Pericle; ci piacerebbe fare altrettanto evocando i nomi di Kant, Hegel e dello stesso Marx: invece siamo costretti a parlare di una Merkel o di uno Schäuble  che sembrano impegnati a tempo pieno a distruggere l’opera di Adenauer e Brandt. Non osiamo ripetere vecchie e viete espressioni inneggianti alla superiorità tedesca, ma se proprio se ne volesse rinverdire la memoria basta sostituire una preposizione per sintetizzare la realtà degli ultimi giorni. (lsb)

Nella foto: Londra, 27 febbraio 1953. Hermann Josef Abs firma l’accordo sul debito di guerra della Germania, sottoscritto anche dalla Grecia venuta in soccorso dei suoi recenti invasori

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