La realtà del belpaese

In diverse importanti città della penisola, come Roma, Milano e Torino, l’ultimo weekend è coinciso con il ritorno della tanto attesa movida: specialmente i ragazzi più giovani si sono dati alla pazza gioia non rispettando le distanze di sicurezza e non indossando la mascherina, per alcuni solo un optional da attaccare all’orecchio per essere più trendy. Contenti i ristoratori, i gestori di locali più alla moda e dei pub con dehor estivo per aver inaugurato con dati positivi la tremolante fine del lockdown. I tavoli erano pieni, il personale si è attenuto alle corrette norme con la separazione di almeno un metro e mezzo l’uno dall’altro e la sanificazione degli stessi tra un cliente e il successivo, anche se era comunque presente un clima di tensione tra lo staff. Questo sia per il timore del contagio, sia per la preoccupazione di mantenere una corretta disciplina da parte della clientela e di non incorrere in eventuali sanzioni, essendoci pattuglie delle forze dell’ordine sempre in agguato dietro l’angolo.

Ma, come è ben noto, è molto difficile controllare il comportamento umano. Tante sono le teorie psicologiche al riguardo, ma il soggetto è troppo aleatorio: siamo persone e non numeri o tanto meno oggetti. George Orwell nel famoso romanzo 1984 pubblicato nel quarantanove scriveva «il grande fratello ti osserva» a proposito del dittatore dell’immaginario stato totalitario di Oceania che tiene sotto controllo ciascun individuo. Ma in questa fase «due e mezzo» di Covid 19 in cui ci è concessa una maggiore libertà il parallelismo letterario non è così calzante, a meno che non si sostituisca la nostra coscienza, adulta e rispettosa del prossimo come soluzione al problema, al cosiddetto controllo governativo sull’eterogenea massa degli italiani.

Viene spontaneo un quesito. Come si può inculcare la premura ed il riguardo verso gli altri in masse di ventenni, ma non solo, che invece, dopo più di due mesi di reclusione, smaniano dalla voglia di festeggiare tra un cocktail mojito e un margarita? Ecco che questo target di persone sgarra e non rispetta alcun regolamento per quell’incoscienza di vivere «ora» senza concentrarsi su ciò che potrebbe accadere «domani».

Per fortuna l’occhio del grande fratello è sempre vigile ed è pronto a rimediare: in settimana la protezione civile lancerà un bando per reclutare sessantamila volontari che potranno essere utilizzati nei comuni per le attività sociali e il rispetto delle misure di distanziamento individuale. Ad annunciare l’imminente arrivo di questi nuovi city angels sono il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia ed il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro. La chiamata in campo, come sostengono i promotori dell’iniziativa, sarà rivolta ai cittadini che hanno voglia di dare una mano alla collettività, dimostrando grande senso civico in una nuova e complessa fase: quella in cui impariamo a convivere con covid 19 difendendoci anche con la consapevolezza di tornare ad una vita meno compressa dai divieti. Non dimentichiamo che il paese dei balocchi non è il nostro belpaese, bensì un luogo di fantasia che esiste solo nella fiaba di Pinocchio.

Mara Valsania

Nella foto: Antonio Decaro

Articoli correlati