Le distrazioni del Corriere

Padiglione Italia nel Corriere della sera di oggi reca, per la penna di Aldo Grasso, rilevanti inesattezze riferite al professor Paolo Savona. Non è vero che il cosiddetto piano B fosse la proposta del «fiero propugnatore» dell’uscita dall’euro. Rappresentava invece la riflessione – laica e certo estranea al fondamentalismo europeista senza se e senza ma – attorno a cosa si sarebbe potuto fare nel caso di una crisi dell’euro e quindi dell’abbandono della moneta unica.

Una scelta, quella dell’adozione della moneta senza Stato, peraltro molto criticata da fior di economisti di diverse tendenze, tutti premi Nobel. E non mancherà a Grasso il modo di compulsare la bibliografia al riguardo.

Non è poi vero che a Governo «appena insediato» Savona avrebbe suggerito l’uscita dall’euro. Per la semplice ragione che il veto del Colle ne aveva impedito la nomina a ministro dell’economia. Dopo chiarimenti intercorsi – si veda la stampa di quei giorni del 2018 – sul significato del piano B, Savona fu comunque dirottato, quasi un ironico perdono al presunto eretico, all’inutile incarico di ministro per gli affari europei.

Successivamente fu chiamato alla guida della Consob.

A ennesima dimostrazione dello spessore scientifico di Savona, già ministro nel Governo Ciampi, che certamente non per la «grande idea» – secondo malriuscito, riduttivo sarcasmo – di pensare all’uscita dall’euro sarebbe stato un ottimo ministro dell’economia.

Molto, molto credibile, al di là dell’opinione di Grasso!

Giovanni Corradini

Nella foto: Paolo Savona

Dal quotidiano La certezza di domenica 21 giugno 2020

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