Natale senza i tuoi

23 dicembre 2013, 23 : 54 Stampa

Natale senza i tuoi

Il Natale non è solo luci, addobbi, regali e altro: è anche una grossa fonte di stress dettata da un copione fatto spesso di obblighi e doveri da adempiere nonostante la voglia non sia poi così tanta. Questa festa si trasforma facilmente in un altro lavoro, in un impegno a tempo pieno che comincia a occupare le nostre giornate o anche solo i nostri pensieri già molto tempo prima con l’apparire di spot televisivi di pandori e panettoni, torroni e così via. Ma, oltre a mangiare pandori e  panettoni, cosa altro in realtà «ingoiamo» senza volerlo fare più di tanto, rispettando però il cosiddetto rito del quieto vivere che in queste circostanze ci serve per sopravvivere a questo evento?

Il Natale, ancora più degli altri giorni dell’anno, porta molta gente a interpretare ruoli non consoni alla propria persona solo per salvaguardare un certo equilibrio senza il quale probabilmente tutto si trasformerebbe in un vero e proprio caos che ha come protagonisti ansia, rabbia e a volte vero e proprio livore. A Natale, in certi momenti, è davvero difficile essere se stessi, saper mediare tra i propri desideri e i  propri doveri anche se il disagio in certe occasioni c’è e si avverte.

Ci si ritrova a tavola con tutti i parenti senza sentire alcun senso di «appartenenza emotiva» a quelle persone che anzi, nella maggior parte dei casi, sembrano degli estranei; si avverte in qualche modo l’obbligo di mostrarsi colmi di un affetto che mal si sposa con rapporti parentali spesso ridotti alla pura formalità o addirittura inesistenti negli altri giorni dell’anno Se ritrovarsi deve essere soprattutto un’occasione per stare con i propri cari, non importa rispettare alla lettera la tradizione, che sia cenone o interminabile pranzo: meglio allora una gita fuori porta o un dopocena con i migliori amici. Ecco una regola giusta per eliminare lo stress di Natale: spezzare le abitudini (spesso malsane e sbagliate) e fare ciò che si sente davvero. Siamo quasi vittime di quei saluti, baci e abbracci che nulla hanno a che fare con quel senso di disagio e fastidio che pervade i nostri vissuti interiori.

Perché, invece di far sempre buon viso a cattivo gioco, non ci concediamo una pausa di riflessione che significherebbe anche volerci un po’ più di bene? Come idee regalo spesso i mass media suggeriscono di donare benessere: un massaggio, una giornata alle terme, saune o altro. E se invece il benessere lo donassimo a noi concedendoci una pausa dai copioni obbligati che significherebbe fare solo ciò che ci piace? Concentriamoci maggiormente sui nostri disagi psicologici e proviamo a dare un senso a tutto ciò che avvertiamo come fastidioso e non rispondente ai nostri veri desideri. Forse così comincia davvero la nostra aria di festa!

 

Marta Falaguasta e Paolo Turriziani

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