No vax a cena

Era un sabato sera di fine luglio, stavamo testando un nuovo locale di una cittadina di provincia del nord Italia in compagnia di un’amica di non abituale frequentazione, un suo amico e la figlia trentenne. Poteva essere una piacevole compagnia se al tavolo del dehor estivo, disposto su una simpatica erba sintetica, assaporando un tagliere di salumi a km 0 e sorseggiando una birra belga, i miei commensali non avessero introdotto dei discorsi «non sense», che sembrano contraddistinguere questo target di persone: i no vax.

L’amica, ovviamente vegana, ordina tagliolini con verdurine e stranamente un cocktail alcolico, il bellini, mentre gli altri due, dai volti di un pallore quasi spettrale e poco estivo, osservanti la stessa disciplina healthy food, degustano piatti similari, uno dei quali con pomodorini rigorosamente senza semini così dannosi per l’intestino.

Dopo poco tempo introducono, in una conversazione quasi privata, le loro idee rigorosamente contrarie alla vaccinazione anti covid: «I vaccini non sono stati sufficientemente sperimentati per cui sono molto pericolosi; il covid 19 è poco più di un’influenza e io bacio e abbraccio chiunque senza farmi scrupoli» caldeggia la donna, mentre l’amico sostiene che secondo una ricerca scientifica, letta recentemente su una rivista imprecisata, il 90 per cento della popolazione che è stata vaccinata nel giro di dieci anni morirà poiché contrarrà malattie autoimmuni o neoplasie varie.

Essendomi sentita parte coinvolta non riesco a non intervenire, come invece ero stata in grado poco prima, mantenendo invece un atteggiamento distaccato, cercando di concentrarmi sulla bontà del cibo che avevo nel piatto (dannosi salumi e formaggio) e sorvolando su quei discorsi inutili che percepivo come un ronzio di un fastidioso tafano che non si decide a volare altrove

In seguito alla mia presa di posizione, in cui chiedo rispetto per la sottoscritta che si è sottoposta a due vaccinazioni Astrazeneca e che potrebbe essere una delle persone coinvolte in questa presunta morte prematura causata dal loro acerrimo nemico «vaccino», per qualche minuto l’argomento si sposta su blande conversazioni per poi ritornare su altre pesanti tematiche stile film del regista russo Ejzenstejn.

«Mario Draghi e Giuseppe Conte sono due massoni» esordisce l’amica vegana che però il pesce lo mangia; «il premier ha dichiarato che chi non si vaccina morirà di covid e questa è una dittatura», continua;  «non è democratico, ogni individuo ha la libertà di pensare come vuole, il vaccino non è obbligatorio, è un complotto per la distruzione del genere umano» e via dicendo.

A seguire, e quasi al termine della cena, il suo amico dalla carnagione biancastra si sofferma sulla personale convinzione delle cause del maltempo che ultimamente imperversa su questa strana estate dai risvolti tropicali. Secondo la sua opinione il temporale, la grandine e il nubifragio sono stati causati da agenti chimici sparsi dall’uomo nell’atmosfera, poiché tutto è pilotato da avverse forze governative che probabilmente vorrebbero distruggere il pianeta. Conclude sostenendo di esserne pienamente convinto.

Ancora una volta per educazione taccio e metto in modalità silenziosa la vocina interiore che invece mi suggerisce di urlare a squarciagola chiedendo «il contooooo», come avrebbe esclamato Leonardo Pieraccioni nel suo film Fuochi d’artificio (1997).

Mara Valsania

Nella foto: scena dal film Fuochi d’artificio di Leonardo Pieraccioni

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