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Un accordo difficile

Ottanta pagine per un conflitto che dura da oltre settanta anni: il piano del secolo per la stabilizzazione del Medioriente è presentato a Washington da Donald Trump nella conferenza congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il quale osserva che la pace non ha nulla a che fare con la politica. Si propone una via diplomatica il cui dato più significativo è la costituzione di uno stato sovrano palestinese con un investimento di cinquanta miliardi di dollari. Contrarie le prime reazioni, a giudicare dalle parole di Mahmoud Abbas, presidente dell’autorità nazionale palestinese: Gerusalemme non è in vendita, il nostro popolo getterà nella pattumiera della storia il piano Trump, non ci inginocchieremo e non ci arrenderemo. Caute le posizioni europee: a parte l’assenso britannico, l’alto rappresentante per gli affari esteri Josep Borrell riconosce che l’iniziativa è l’occasione per rilanciare gli sforzi per una soluzione negoziata e praticabile che assicuri la pace duratura.

Lillo S. Bruccoleri

Nella foto: Benjamin Netanyahu e Donald Trump

Dal quotidiano La certezza di mercoledì 29 gennaio 2020

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