Un turismo diverso

Ultimamente si sente molto parlare di turismo e del suo rilancio con sanificazione delle strutture alberghiere, utilizzo di mascherine, distanze di sicurezza e tutte le misure cautelative. Perché non immaginare invece un viaggio fuori del comune nel vero senso della parola, radicalmente diverso? Bisognerà attendere l’anno 2023: la premessa è che sarà una opzione accessibile a pochi ma del tutto originale e sbalorditiva. Si tratta di una vera escursione, non sull’erba ma fra le stelle, che potrà interessare un viaggiatore diverso: non sulla terra bensì nello spazio. Infatti, dopo più di dieci anni di silenzio, grazie all’accordo tra Energia, l’importante azienda aerospaziale russa, e la statunitense Space Adventures, viene rilanciato il mercato del turismo in orbita.

Energia ha esplicitato all’agenzia Interfax che il contratto, fra tre anni, prevederà il trasporto di una coppia di persone alla stazione spaziale internazionale, dove sarà ospitata nel segmento russo; e, dulcis in fundo, una delle due potrà effettuare una vera e propria «passeggiata nello spazio» accompagnata da un cosmonauta di questa stessa nazionalità.

Sarà ancora il veicolo spaziale Soyuz ad essere non solo posto a disposizione degli astronauti, ma anche utilizzato come taxi per gli ospiti. Il veicolo è formato da tre parti: il modulo orbitale di forma quasi sferica, collocato anteriormente; la capsula di rientro e il modulo di servizio nella parte posteriore. All’esterno si trovano tre motorini che regolano l’orientamento in orbita, dei sensori che rilevano la posizione del nostro astro e dei pannelli che si orientano a seconda della sua rotazione.

Dal 2001 al 2009 ci sono stati diversi facoltosi navigatori che hanno potuto permettersi le cosiddette vacanze stellari. Ricordiamo il miliardario americano Dannis Tito che fu il primo a trascorrere otto giorni sulla stazione spaziale pagando il biglietto alla modica cifra di venti milioni di dollari. Ci fu anche una donna, nel 2006: l’imprenditrice, ingegnere ed ex astronauta iraniana Anousheh Ansari. Nel 2007 e nel 2009 toccò all’ungherese Charles Simonyi, creatore dei principali prodotti di Microsoft, mentre per ultimo c’è stato il padre del Cirque du Soleil, Guy Laliberte.

Dopo decenni passati a sognare soggiorni sulla luna e vacanze in orbita, il progetto riprenderà in tempi in cui l’esperienza pandemica potrebbe essere soltanto un ricordo. Si potrà così viaggiare su una navicella sicura e affidabile e ammirare la terra dall’alto della stazione spaziale. Peccato il rincaro del prezzo: solo trenta milioni di euro.

Mara Valsania

Nella foto: Aleksei Leonov nella prima passeggiata spaziale

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