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Un’esile speranza

Sembra piuttosto probabile che il successo di Stefano Bonaccini e della coalizione di centrosinistra possa scongiurare alcuni effetti che Salvini e la Lega davano per scontati nel caso (una certezza per loro) di una sconfitta della coalizione avversa, la rottura cioè dell’alleanza giallorossa e la caduta dell’esecutivo. Non possiamo tuttavia non constatare che al di là e nonostante il basso livello del dibattito e la violenza dei toni soprattutto dell’opposizione (ma forse proprio per questo) in questi ultimi due-tre mesi è successo anche qualcosa di più. Qualcosa di non assolutamente previsto, di non sperato si è messo in movimento e per la prima volta è stato innalzato un muro contro la demagogia e la volgarità e sembra essersi riaffacciato, sia pure con molta delicatezza, il fantasma della politica vera. Un’esile speranza certamente, ma sostenuta dal ritorno sulle piazze, e poi alle urne, di un considerevole numero di cittadini. Un segnale che non va trascurato e che non solo va colto dalla dirigenza di partiti e movimenti, ma va soprattutto reso ancora più forte dall’impegno di quanti,  pur delusi da un avvilente degrado culturale e politico, non riescono a ripudiare i loro ideali e vogliono essere presenti nelle scelte politiche per realizzare un progetto all’altezza delle drammatiche sfide della moderna società.

Girolamo Digilio

Nella foto: giovani in piazza

Dal quotidiano La certezza di martedì 28 gennaio 2020

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