Fantasmi e fantasie

10 novembre 2013, 12 : 17 Stampa

Fantasmi e fantasie

Fin da quando si era conosciuta la data del  trenta luglio per la udienza della sezione feriale della cassazione chiamata a decidere sul ricorso di Silvio Berlusconi è stato evocato un altro giorno del giudizio di settanta anni fa: il venticinque luglio che segnò la caduta del regime attraverso il voto del gran consiglio. Il duce fu avviato al suo destino fino alla fucilazione, ma la stessa sorte subirono prima di lui alcuni di coloro che lo avevano condannato. La prima volta come tragedia, la seconda come farsa: la celebre riflessione marxiana torna sempre attuale e adesso la vicenda personale del ca-valiere, come era ben prevedibile, diventa un caso politico e chiama direttamente in causa il capo dello stato quale supremo regolatore della vita nazionale. Il provvedimento di clemenza è una sua prerogativa assoluta senza limiti di sorta, come ha chiarito la consulta a suo tempo adita dal presidente Ciampi. La saldezza e la credibilità delle istituzioni esigono scelte inequivoche con precise assunzioni di responsabilità.

 

Lillo S. Bruccoleri

(agosto 2013)

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