Punta all’estero l’economia del mare

17 febbraio 2014, 01 : 50 Stampa

Punta all’estero l’economia del mare

Il settore nautico guarda ai mercati stranieri e si pone come fattore di crescita economica per il futuro. Lo dimostra il successo di Big Blu, il salone internazionale della nautica e del mare, che ha appena concluso la sua ottava edizione nei padiglioni della Fiera di Roma. Accanto all’esposizione delle principali novità del mercato di imbarcazioni, gommoni e motori marini, si è tenuta l’annuale assemblea di Assomarinas, che ha annunciato che questa primavera sarà ancora una stagione di attesa per il mondo della produzione e della portualità turistica, malgrado i cospicui investimenti e le nuove strategie di marketing, rivolte soprattutto alla clientela estera. Nei cinque giorni della manifestazione si è tenuto un vero e proprio palco istituzionale con la partecipazione a convegni e dibattiti delle altre associazioni: Assonautica romana, Assonat, Federazione italiana vela, Lega navale italiana, Guardia costiera, Confindustria nautica e Federturismo. Significativa la presenza di ospiti internazionali, tra cui una delegazione albanese con il ministro dei trasporti Edmond Haxhinasto e l’ambasciatore Neritan Ceka. Malgrado il perdurare della crisi  ̶  sostiene Mauro Mannocchi, amministratore unico di Fiera Roma  ̶  una lenta ripresa del settore nautico, proiettato verso la internazionalizzazione, conferma la validità della formula e l’interesse all’economia del mare.

Nella foto: Un padiglione della Fiera di Roma che ha ospitato Big Blu, il salone internazionale della nautica e del mare

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