Gli imperdibili sensi di Tiziana

L’autore può non sapere cosa ha scritto, dipinto o composto e neppure cosa manca nella sua opera. Il semiologo può spiegarlo a lui stesso o, in mancanza, ai posteri: legge cui non sfugge nemmeno il più celebre esponente italiano di questa disciplina, del quale sarà sempre possibile una rivisitazione critica usando gli stessi strumenti da lui indicati. La regina Elisabetta ebbe a rivolgersi a Umberto Eco con le parole: mi dicono che lei sia uno scrittore; pronta la risposta: qualcuno deve pur farlo. In realtà era molto di più e proprio i suoi epigoni di oggi lo dimostrano: tra loro Tiziana Migliore e i suoi illustri ospiti alla odierna presentazione del volume I sensi del visibile. Immagine, testo, opera  nel museo romano Hendrik Christian Andersen.

Non poteva essere agevole ai profani cogliere i molteplici e suggestivi spunti di riflessione, ma è apparso chiaro il tratto interdisciplinare e l’approccio scientifico di questa particolare forma di ricerca, che lambisce ogni espressione della creatività umana fino a introitarne i più profondi motivi ispiratori. Si è sentito echeggiare, per esempio, il nome di Martin Heidegger, la cui adesione al nazismo non ha certo giovato alla corretta interpretazione delle sue posizioni filosofiche, non meno di quanto fosse avvenuto per Friedrich Nietzsche condannato alla strumentalizzazione delle sue idee da quello stesso regime che gli procurò una delle più ingiuste deformazioni del pensiero nel corso di lunghi decenni.

Sarebbe incauto e irriguardoso tentare un approccio inconsapevole alle materie trattate dagli studiosi che si sono magistralmente confrontati nell’appuntamento romano e presumiamo in quelli precedenti palermitani e nisseni. Ma non è certo temerario dichiararsi affascinati dal dibattito appassionato e puntuale che si è sviluppato prendendo spunto dall’ultima fatica di Tiziana Migliore: un libro dalla cui lettura non potranno che trarsi benefici arricchimenti per quanto a ciascuno secondo le proprie competenze sia possibile afferrare.

Lillo S. Bruccoleri

Nella foto, da sinistra: Michele Di Monte, Tiziana Migliore, Piero Polidoro, Tonino Griffero, Isabella Pezzini e Maria Giuseppina Di Monte

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