Il passo del gambero

L’antiquario Alessandro Morandotti nel secolo scorso aveva osservato in un suo aforisma che uno sport poco praticato ma di grande soddisfazione è l’andare contro corrente. Non poteva immaginare che l’assunto avrebbe prodotto effetti perversi, come dimostrano i pericolosi fenomeni negazionisti che proprio oggi si sono tradotti in una singolare «marcia su Roma» condotta da qualche centinaio di manifestanti anche a viso scoperto bloccati nei pressi di Montecitorio.

Dopo i no vax contro il vaccino arrivano i no mask contro la mascherina protettiva ostentandone il disuso e sfidando i rischi di contagio. La rifiutano come un abominevole bavaglio per controllare il prossimo, attribuendole effetti dannosi per la salute e addirittura proprietà cancerogene. Riscuotono successo nei social numerosi video ispirati alle parole di Stefano Montanari, classe 1949, che si presenta come laureato in farmacia e ricercatore applicato al campo della medicina. Diversi sono gli slogan di questo movimento, che è agli albori ma in una sola settimana ha raccolto oltre trentamila iscritti: «Nella mascherina ri-respiri le tue tossine ed i tuoi o altrui virus, che il tuo corpo per natura ed autodifesa espelle. Occhio»! Altrettanto vari sono i video e messaggi antimascherina e pro respiro libero senza protezione alcuna veicolati da sedicenti medici e leoni della tastiera su facebook, you tube o whatsapp.

Tutto ciò crea ulteriore confusione tra un pubblico eterogeneo che non sa più a chi dare retta, aumentando quel senso di incertezza che non giova in un periodo in cui ancora si sguazza in acque torbide. Ma leggendo tra le righe i no mask non sono altro che un nuovo fenomeno di massa, espressione di una rabbia sociale repressa. Tra loro ci sono persone che hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza covid 19 subendo, loro malgrado, un forte disagio economico. Per questo sono così incollerite verso l’innocente mascherina protettiva: la definiscono un segno di cieca obbedienza a governanti e governatori, colpevoli di aver messo in ginocchio l’economia a furia di lockdown.

I no mask sono anarchici, anticonformisti spargitori di fake news che potrebbero anche apparire verosimili: indossare mascherine è un lento suicidio a causa dell’anidride carbonica poiché chi le indossa respira la propria aria; portare la mascherina provoca il cancro e svenimenti. Ecco la loro ideologia. Ma medici e virologi hanno dato risposte certe e rassicuranti ritenendo falso il chiacchiericcio mediatico dei no mask. Il medico chirurgo Gennaro Capone spiega che l’anidride carbonica impiega molte ore ad accumularsi nell’organismo, per cui è assurdo pensare che la mascherina provochi l’aumento nel sangue della concentrazione di questo gas. Gli stessi medici usano le mascherine per un lasso di tempo lunghissimo senza subire danni alla salute.

Tanto meno portare la mascherina provoca tumori: Massimo Andreoni, primario del reparto di malattie infettive del policlinico romano di Tor Vergata, chiarisce che non c’è alcuna evidenza scientifica che sostenga questa tesi. Non è affatto vero che le mascherine siano responsabili di svenimenti: questa è fantascienza, secondo lo specialista in ostetricia e ginecologia Salvo Di Grazia, il quale aggiunge che l’unico momento in cui non bisogna usarle è quando si pratica lo sport.

Ora come ora siamo lontani dal discusso vaccino e indossare la tanto fastidiosa e contestata mascherina è l’unica arma certa per ridurre la carica virale dell’infezione e la pericolosità del contagio. Piuttosto è consigliabile ai no mask lo sport senza alcuna schermatura: se proprio vogliono andare contro corrente, possono darsi anche al retro running (corsa all’indietro). È una scelta per andare avanti anche quella di agire come dei gamberi…

Mara Valsania

Nella foto: Massimo Andreoni

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