La questione cinese

Joe Biden prosegue la marcia verso la candidatura democratica conquistando anche l’Ohio, ma si ferma alla soglia di quasi il settantaquattro per cento lasciando un buon quindici al senatore del Vermont Bernie Sanders premiato dai propri sostenitori nonostante la sua recente rinuncia. Nella campagna elettorale entra la questione cinese come contromossa repubblicana per indurre gli avversari ad assumere posizioni più determinate; ma è su Mike Pompeo che si appuntano le reazioni di Pechino alle accuse lanciate dalla stessa Casa Bianca. I toni verso il segretario di stato sono veementi: è un nemico dell’umanità, un untore di virus politico che pratica una diplomazia altamente velenosa, un oscuro diffusore di voci. Sta di fatto che il contagio non concede sconti: l’ultimo a cadere nella positività del test è il premier russo Mikhail Mishustin, il quale cede le funzioni al suo vice Andrei Belousov, mentre il presidente Vladimir Putin gli augura di continuare a dialogare con tutto il governo.

Lillo S. Bruccoleri

Nella foto: Andrei Belousov

Dal quotidiano La certezza di venerdì 1° maggio 2020

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