Obesità infantile: come insegnare ai propri figli a non mangiare cibo spazzatura

5 marzo 2014, 21 : 51 Stampa

Obesità infantile: come insegnare ai propri figli a non mangiare cibo spazzatura

“Come insegnare ai propri figli a non mangiare cibo spazzatura. La migliore prevenzione dell’obesità infantile e di malattie croniche in età adulta”

a cura di Tommaso Patrissi, medico chirurgo

 L’Organizzazione mondiale della sanità e il nostro paese definiscono la prevenzione dell’obesità come un obiettivo prioritario di salute pubblica. Le cause dell’obesità infantile sono multifattoriali e le possiamo schematizzare in

– errori alimentari

– errori comportamentali

– inattività fisica

– condizionamento pubblicitario

– predisposizione genetica

L’educazione alimentare è quindi un dovere di ogni genitore, nonché un investimento in salute per i nostri figli.

In primis il nostro comportamento: l’educazione si dà con l’esempio. Il genitore che non mangia la verdura, non può aspettarsi che il proprio figlio lo faccia, ricordiamo che i nostri figli ci imitano! Non imponiamo il cibo con la forza o con il ricatto, può essere controproducente, né usiamolo come premio, può creare un rapporto tra cibo e bambino non sano dal punto di vista psicologico, l’obiettivo è quello di sviluppare nel bambino una coscienza alimentare autonoma. Occorre tempo, pazienza e fantasia. I nuovi cibi o i cibi non apprezzati vanno proposti in piccole quantità e più volte prima di poter dire che a nostro figlio non piacciono, consiglio anche di associarli con cibi che piacciono: se gli piace la bresaola e non la verdura, si può provare con un involtino di bresaola e poca verdura.

Educhiamo i nostri figli ad apprezzare i colori della natura, portandoli in visita ad un orto: se acquistate prodotti a chilometro zero, i GAS (gruppi di acquisto solidali), non vi sarà difficile visitare un orto”.

Coinvolgete i vostri figli nella preparazione di piatti particolari, colorati (ai bambini piacciono molto i colori) e divertenti. Ha riscosso molto successo nei miei piccoli “pazienti” una particolare insalata mista dal nome “insalata divertente”, si divertente perché quando mamma la mangia ride, è un insalata magica e non si può fare a meno di ridire, provatela!

Per una sana alimentazione, le linee guida consigliano una colazione con latte, carboidrati complessi (pane o fette biscottate, che non contengano grassi vegetali idrogenati) o cereali e marmellata biologica. Personalmente alle mie figlie (3 e 5 anni) do della frutta secca (noci, mandorle o nocciole) o semi di girasole, ricchi di acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6 che, come i carboidrati complessi, forniscono energia a lento rilascio, quindi una mela, fonte di carboidrati ed una spremuta d’arancia come carico vitaminico ed antiossidante.

Per merenda uno yogurt o piccolo panino o ancora un frutto.

E’  bene iniziare il pranzo e la cena  con verdura fresca, ricca di enzimi che aiuteranno la digestione, quindi carne o pesce fonte di proteine ad alto valore biologico. La pasta o il riso, non tutti i giorni, possono essere conditi anche con creme vegetali fatte in casa.

L’assunzione e la qualità dei liquidi è importante: acqua, centrifugati e spremute, le altre bevande sono vivamente sconsigliate.  Molti bambini sono in sovrappeso per il semplice uso/abuso di bevande sintetiche, anche se a calorie zero, spesso ricche di conservanti e coloranti con pH acido, che danneggiano i denti (erosioni da bibite refrigeranti), lo stomaco (gastrite) ed  alterando la flora batterica intestinale, di importanza fondamentale per il nostro sistema immunitario. Molte malattie nascono da una disbiosi intestinale (squilibrio tra le diverse famiglie di batteri che albergano il nostro intestino), che può essere causata, oltre che da farmaci, anche da un alimentazione sbagliata.

Occhio alla merenda di metà pomeriggio … non fatevi cogliere impreparati, la fame dei bambini è improvvisa! Preparate per tempo dei finocchi o carote o della frutta pronta: “tesoro, la merendina va bene ogni tanto, ma non tutti i giorni. Le carote ti fanno crescere come mamma e papà .. me la mangio anch’io con te! È ottima!”.  Enfatizzare e fantasticare, entrare in empatia con i figli e la chiave giusta. L’obbiettivo, ripeto, è sviluppare nel bambino una coscienza alimentare autonoma.

A questo punto avremo ridotto l’apporto ipercalorico di grassi saturi e zuccheri, a vantaggio di vitamine e sali minerali, non ci resta che vincere la pigrizia incrementando l’attività fisica.

Al mattino, se la scuola non è troppo lontana, i piedi sono un ottimo mezzo di locomozione, la bicicletta o pattini, se la vostra città lo permette. L’ascensore è un nemico da combattere, quanto i passeggini per i bambini di 2 e più anni. Ridurre a non più di due ore al giorno la televisione o il PC, uscire di casa e proporre i vecchi giochi di quartiere.

Ultimo punto, ma per questo non meno importante, è la lotta alle pubblicità ingannevoli.

E’ finito il tempo di Bernacca dove dicevamo : “l’ha detto la televisione” , ho insegnato alle mie figlie che le pubblicità a volte mostrano una realtà diversa; è stato molto facile e la pubblicità stessa mi ha aiutato. La mia primogenita, innamoratasi di una bambolina,vista in tv, con le ali animate da un sistema a carica, l’ ha chiesto per regalo a Babbo Natale. Bene, alla seconda carica, la deliziosa bambolina dalle ali colorate si è rotta, dissolvendo il suo sogno e i 50 euro di Babbo Natale.

Il percorso da fare è lungo e tutto in salita e più i figli sono grandi e più sarà difficile, ma è un investimento a lungo termine! I lavori scientifici che evidenziano come la sana alimentazione e l’integrazione di vitamine ed acidi grassi essenziali possano coadiuvare la terapia medica di diverse malattie croniche e autoimmuni, sono la minoranza, per lo più gli studi sono indirizzati allo studio di nuovi farmaci, ma, dalla mia esperienza professionale come medico e personale come paziente, posso affermare che una rigida e personalizzata dieta può dare ottimi risultati per il trattamento della psoriasi e di altre malattie croniche.

Lo stesso si può dire di come l’alimentazione influenzi il comportamento di bambini predisposti, rendendoli poco attenti (deficit di attenzione) e particolarmente vivaci (iperattività).

 La sindrome di ADHD (deficit di attenzione ed iperattività), la cui prevalenza nei bambini è del 4%, può trarre, in alcuni casi, benefici da diete ad esclusione..

PER SAPERNE DI PIU’

obesità

L’obesità è un fattore di rischio per malattie croniche, la cui incidenza sembra essere direttamente proporzionale all’incremento del peso corporeo.

Il 60% dei decessi nel mondo sono causati da malattie croniche (malattie  cardiovascolari, diabete, tumori, patologie respiratorie croniche).

In Italia l’obesità infantile ha raggiunto livelli preoccupanti, spesso sottovalutati dai genitori, ma non dal Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute che nel 2007 ha proposto e finanziato un sistema continuo di sorveglianza sulle abitudini alimentari ed attività fisica dei bambini delle scuole primarie (6-10 anni). Tale monitoraggio, attuato a livello nazionale, è denominato “OKkio alla SALUTE” ed  è collegato al programma europeo “Guadagnare salute” e ai Piani di Prevenzione nazionali e regionali, fa parte inoltre del progetto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Regione Europea “Childhood Obesity Surveillance Initiative”. 

Il sovrappeso e obesità nei bambini Italiani di età compresa tra gli 8 e 9 anni è del 32,8% (25% al nord Italia, 40% al sud Italia, 35%  nel Lazio). Ci siamo avvicinati troppo agli USA, dimenticando la nostra sana, nonché  famosa in tutto il mondo, dieta mediterranea.

– errori alimentari

L’alimentazione è troppo ricca in grassi saturi e zuccheri a discapito di alimenti ricchi di vitamine e sali minerali quali frutta e verdura che, paragonate a gli snack industriali e bibite analcoliche, hanno un apporto calorico irrisorio.

I nostri bambini necessitano di proteine, vitamine e sali minerali per crescere, non di calorie . Spesso i genitori pensano che, poiché i loro figli non hanno mangiato in modo adeguato ai pasti principali, è indicato un supporto nutrizionale, anche con una merendina industriale: errore! Stiamo dando calorie vuote, prive di nutrimento e ricche di coloranti e conservanti (taluni anche nocivi, se superano la DGA dose giornaliera accettabile).

– errori comportamentali

Se il buon giorno si vede dal mattino è proprio qui che si commette il primo errore: colazione inadeguata o assente.

La colazione è un momento importante della nostra alimentazione: spezza il digiuno protratto della notte e deve apportare almeno un 15%  delle calorie totali giornaliere. Una colazione inadeguata comporta uno spuntino di metà mattinata eccessivamente calorico, sottraendo l’appetito per il pranzo che sarà di conseguenza scarso, per cui seguiranno spuntini pomeridiani per compensare il pranzo, a discapito della cena. Il ciclo vizioso si è concluso, i pasti principali sono sostituiti da merende e spuntini.  Altro errore da correggere è  mangiare avanti ad un monitor, che sia tv o video gioco: lo schermo distrae e porta ad introdurre eccessive quantità di cibo,  spesso si tratta di cibi già belli, pronti ed etichettati, sempre a discapito di frutta e verdura.

Ricordo che il termine  junk-food (dall’inglese “cibo spazzatura”) è riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e comprende qualsiasi alimento o bevanda che apporti grandi quantità di calorie in assenza di nutrienti di rilievo.

– inattività fisica

L’inattività fisica è, insieme ad un alimentazione ipercalorica, causa di obesità.

I video giochi si sono sostituiti alle passeggiate con i coetanei, tanto che oggi si commercializzano video giochi dove si balla e si salta nel salone di casa, con un joystick in mano . L’attività fisica è importante sia per la socializzazione, che per lo sviluppo armonico del corpo.

– condizionamento pubblicitario

Il condizionamento pubblicitario inizia già con i cartoni animati rivolti ai bambini di 2 o 3 anni, dove famiglie di coniglietti o maialini obesi mangiano dolci ad ogni puntata. In attesa che l’Italia (come anche gli altri Paesi europei) si adegui alla Norvegia e alla Svezia, dove sono vietate le pubblicità mirate ai bambini di età inferiore ai 12anni, spetta a noi genitori tutelare i nostri figli da tale bombardamento.

– predisposizione genetica

Per quanto riguarda la predisposizione genetica, vi sono studi che mirano ad evidenziare la presenza di alcuni geni coinvolti nella produzione delle cellule adipose. A tale riguardo voglio anche sottolineare come l’iperalimentazione nei primi 2 anni di vita, oltre a causare un ipertrofia dell’adipocita (aumento delle dimensioni della cellula adiposa), ne determina anche un iperplasia (aumento del numero). La restrizione calorica potrà ridurre il volume degli adipociti, ma non il loro numero.

insalata divertente

è un insalata ricca di vitamine, sali minerali, acidi grassi essenziali e colori, resa magica dalla fantasia dei commensali, induce risata al termine di ogni boccone! Ingredienti: lattuga, melograno, uva passa, finocchi, sedano e una spolverata di cioccolato fondente e/o semi di lino e zucca macinati.

La sindrome di ADHD

è un disturbo comportamentale caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria, in altre parole sono quei bambini che non mantengono la concentrazione neanche nel gioco, hanno bisogno di muoversi di continuo, reagiscono a stimoli esterni in modo non appropriato. Il primo a correlare l’alimentazione con disturbi comportamentali fu nel 1922 Shannon, successivamente Feingold che a metà anni 70 notò, su circa un 50% di casi di bambini affetti da ADHD, un sensibile miglioramento comportamentale con diete ad esclusione (“Why your child is hyperactive”). David Schardt (nutrizionista Center for the Science of Public Interest) sostiene che alcuni bambini con deficit di attenzione ed iperattività, pur reagendo in modo differente a diete specifiche, hanno mostrato miglioramenti comportamentali in seguito a modificazioni alimentari. E come altri ricercatori suggerisce di evitare cibi con coloranti e conservanti.

Lo studio, commissionato dalla Food Standards Agency (FSA, Agenzia britannica di vigilanza sui cibi) alla Università di Southampton e pubblicato sulla rivista Lancet, stabilisce un legame tra alcuni additivi alimentari largamente diffusi in commercio ed iperattività e deficit dell’attenzione, nei bambini di 3 e 8-9 anni di età, e non solo in quelli affetti dalla sindrome ADHD. I coloranti incriminati sono: E102, E122, E110, E104, E124, E129 ed un conservante, il benzoato di sodio E211, presenti spesso in merendine, bibite, gelati, caramelle, succhi di frutta, chewing-gum, di larga diffusione.

La Dottoressa Doris Rapp afferma che 2/3 dei bambini diagnosticati ADHD ha allergie alimentari misconosciute responsabili della maggior parte, se non di tutti i loro sintomi. Il medico quindi deve valutare come sempre l’individuo a 360°, un’accurata anamnesi permetterebbe di relazionare i cambiamenti comportamentali con l’esposizione ad allergeni. Suggerisco ai genitori, il cui figlio presenta ridotta concentrazione associata ad iperattività motoria, di osservarne i comportamenti e redigere un diario giornaliero dove annoterà alimenti assunti, esposizione a possibili allergeni inalati e variazioni comportamentali del proprio figlio.

Gli allergeni che più comunemente potrebbero essere chiamati in causa sono: glutine (anche in assenza di Celiachia), caseina (latte e suoi derivati), coloranti o conservanti, inalazioni di pollini, muffe, ma anche  sostanza chimiche presenti in detergenti.

MIEI MENU’

“La colazione del Re”    

Mettere in una ciotola di vetro uno spicchio di mela ed uno di pera tagliati a cubetti, 1/3 di banana tagliata a fette sottili, aggiungere cereali, frutta secca e yogurt.

“L’insalata divertente”

è un insalata ricca di vitamine, sali minerali, acidi grassi essenziali e colori, resa magica dalla fantasia dei commensali, induce risata al termine di ogni boccone! Ingredienti: lattuga, melograno, uva passa, finocchi, sedano e una spolverata di cioccolato fondente e/o semi di lino e zucca macinati.

“L’insalata della principessa” 

lattuga, gelso, carote e zucchine alla julienne.

Il gelso può essere sostituita da fragole, mirtilli, more o altri frutti di bosco.

“L’insalata dei pirati” 

lattuga, olive, sgombro o salmone al naturale, ananas o arancia.

“Il riso di Peter Pan”

Riso con crema di spinaci, uva passa e noci.

Lessare gli spinaci in un po’ di latte, non coprire, frullare con burro e parmigiano. Decorare con uva passa e noci.

“Le farfalline di Cenerentola”

Farfalline con crema di zucca decorata con melograno o uva passa.

“Involtini del Capitan Uncino”

Filetto di platessa con pesto di basilico e parmigiano

Spalmare sui filetti di platessa il pesto, arrotolarli fermandoli con uno stecchino e cuocerli in padella con olio di oliva per circa 10 min a fuoco basso e coperti. Al termine della cottura togliere lo stecchino e condire con limone

“Fagottini di Biancaneve”

Bresaola e semi di girasole su piattino di mela

Si pone su un fetta di bresaola tagliata non troppo sottile e di medie dimensioni un cucchiaino di semi di girasole, si chiude a fagotto con erba cipollina e si adagia su una fetta di mela. Spuntino sfizioso e ricco di proteine ad alto valore biologico, carboidrati, vitamine (A; B; C; E) e sali minerali (potassio, fosforo, calcio, magnesio, selenio)

 “Spiedini formafrutta”

Scegliere il formaggio che più piace a vostro figlio e la frutta che non sempre mangia volentieri e creare lo spiedino. Importante è alternare i colori.

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